Diagnosi









Con la legge 38/2010 il Medico di Medicina Generale è il primo riferimento per la terapia del dolore.

In genere, le tappe fondamentali di una visita medica sono l'accoglienza, la descrizione dei sintomi in relazione all'anamnesi familiare, fisiologica, remota, lavorativa e dei fattori di rischio; l'esame obiettivo, che permette la raccolta dei segni di malattia e dei dati strumentali; la sintesi diagnostica; la prescrizione della terapia.

Nel caso particolare del dolore, la legge obbliga i medici a segnare nella cartella clinica del paziente le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, nonche' la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito.

Con le moderne tecnologie, è possibile sviluppare software in grado di soddisfare questa necessità.

Se il medico di medicina generale necessita assistenza, può contare sulla rete del dolore ed inviare in paziente al centro spoke o hub del territorio. Si tratta di strutture sanitarie integrate e garantiscono la continuità assistenziale.

Ma primo passo di un approccio a un malato con sintomatologia dolorosa è definire se l’episodio contingente di dolore:

• sia inquadrabile nell’ennesimo episodio di riacutizzazione di una malattia nota;

• rappresenti invece la cronicizzazione persistente di un processo evolutivo di una malattia inguaribile;

• rappresenti l’esordio di una nuova malattia da inquadrare e diagnosticare.

Nel discriminare fra queste tre possibili situazioni il Medico di Medicina Generale è di gran lunga favorito rispetto allo specialista.

Se il paziente presenta un dolore nuovo e il Medico ha dubbi su una sua corretta diagnosi o sul suo inquadramento, l’invio allo specialista per gli approfon­dimenti diagnostici del caso già in questa prima fase potrebbe essere l’unica scelta.

Se invece il dolore presentato dal paziente è inquadrabile nella manifestazione di una malattia già nota, è necessario impostare autonomamente la terapia analgesica di questo paziente.


Il consenso per una misurazione esaustiva del dolore riguarda l’indagine su

1. Intensità del dolore.

2. Sollievo dal dolore.

3. Caratteristiche temporali: fluttuazioni temporali in intensità e frequenza.

4. Localizzazione del dolore.

5. Giudizio di soddisfazione del paziente sul trattamento antalgico e sui suoi effetti collaterali.


Intensità/sollievo

VAS (scala analogica visiva)

Ha il vantaggio della semplicità.

E’ indipendente dal linguaggio e viene facilmente compreso dalla maggior parte dei pazienti.

Può essere facilmente ripetuto.

Particolarmente utile per monitorare il dolore acuto


Può assumere diverse forme, sia come scala di intensità del dolore che come scala di sollievo dal dolore.

Da un lato, l’assenza di dolore. Dall’altro, il peggior dolore immaginabile.

Il paziente deve visivamente localizzare il suo status.


La scala VAS è molto valida per la valutazione del dolore presente alla visita, funziona meno bene sul ricordo di episodi precedenti.

Varianti sono costituite dalla scala numerica verbale VNS, in cui si chiede al paziente di dare un valore numerico da 1 a 10 al suo dolore.


La variante per i pediatri è la scala delle facce: