Epidemiologia

Il dolore è male comune


I dati europei

I dati sono allarmanti, il dolore è molto più diffuso di quanto sembri.

La prevalenza del dolore cronico di qualsiasi intensità nell'analisi WHO (World Health Survey. Tsang et al, 2008) è del 41% nei Paesi Industrializzati.

In Europa, i dati disponibili dimostrano che negli adulti il 25% soffre di dolore moderato-severo. Questo dato è stato rilevato per autodichiarazione tramite compilazione di un questionario EuroQol or EQ-5D (Konig et al, 2009).

Il tipo di dolore singolo a maggior incidenza è quello muscolo-scheletrico (mal di schiena e dolore articolare). Tuttavia, i pazienti con dolore cronico spesso hanno sintomi multi-sito.


 

Tra uomo e donna, le donne riportano dolori più persistenti e intensi che gli uomini, ma un minor effetto disabilitante globale, anche se hanno più spesso dolori a siti multipli e rispondono in modo variabile alle diverse classi di analgesici.

In più, ci sono tipologie di dolore che avvengono più spesso nelle donne (mal di testa, dolore all’articolazione temporo-mandibolare, fibromi algia) e altre tipiche degli uomini (gotta, cefalea a grappolo), così come ci sono patologie sesso-specifiche (dismenorrea/prostatite ad es.).

Solo il mal di schiena, il dolore cronico più diffuso, pare mettere uomini e donne sullo stesso piano.

Nei bambini,  il dolore è un fenomeno diffuso  e può costituire parte della crescita. Il dolore, da molto piccoli, fornisce gli stimoli per lo sviluppo del controllo del Sistema Nervoso Centrale in senso discendente. Attraverso il midollo spinale, infatti, modula il rilascio di neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina, dopamina e sostanza P.


 

Il tipo di dolore che i bambini documentano è principalmente alle gambe e alla gola.

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