Oppioidi


Oppioidi sono gli alcaloidi che possono essere ritrovati nell'oppio, una miscela di sostanze ricavata dal lattice del Papaver somniferum, (una ventina, tra cui papaverina, morfina e codeina) nonché i loro derivati di semisintesi;  il termine corretto per indicare i prodotti semisintetici è oppiacei (destrometorfano, tramadolo, buprenorfina, ossicodone, pentazocina..).

Gli oppiacei “cosidetti deboli” vengono suggeriti per il dolore moderato quando i farmaci analgesici non oppioidi del primo scalino non risultano più efficaci, sono controindicati o mostrano segni di tossicità.

Gli oppiacei esplicano la loro azione a livello di Sistema Nervoso Centrale in quanto si legano a recettori specifici presenti nel cervello e nel midollo spinale. I recettori appartengono a 4 famiglie e in base alla specificità di legame recettoriale, l’oppiaceo avrà efficacia priva di effetti collaterali. Gli effetti collaterali possono essere costipazione/diarrea, depressione respiratoria, sedazione/sonno..

Il nostro organismo è in grado di sintetizzare sostanze che si legano ai recettori degli oppiodi: le endorfine, in grado quindi di ridurre e modulare la trasmissione dei messaggi nocicettivi.

Sul mercato esistono vari tipi di farmaci oppiacei, che si differenziano per potenza, durata d'azione e modo di somministrazione.

La legge 38/2010, semplificando la prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili, consente ai medici del Servizio sanitario nazionale prescrivere tale classe di farmaci non più su ricettari speciali, ma utilizzando il semplice ricettario del Servizio sanitario nazionale (non più quello in triplice copia).